Una mattina di mapping

Ieri ho preso la macchina ed ho girato un’oretta per la mia città con il gps acceso.
Poi sono tornato a casa ed ho smanettato un po’ con JOSM. Un paio d’ore di lavoro ed ecco la differenza.


Certo non è una mappa ancora usabile (ma San Pio basso è completo, quasi), ma è sicuramente chiaro quanto sarebbe veloce, se invece di essere solo io fossimo 3-4 persone, mappare una città come Rovigo.
Ovviamente non è Milano, ma è pur sempre un capoluogo di provincia.
Se poi ci fossero delle foto satellitari a risoluzione decente sarebbe ancora più veloce.  

Quando l’idea sopravanza il business

Oggi Steve Cost, il fondatore del progetto OpenStreetMap ed attuale presidente della fondazione omonima, ha reso pubblico un’accordo che rappresenta una pietra miliare.

la AND, azienza olandese che sviluppa mappe, ha deciso di donare i propri dati riguardanti l’Olanda, la Cina e l’India al progetto OpenStreet Map.

L’evento è particolarmente importante perché AND, in un certo senso, si priva dei diritti su quello che è il suo asset principale: i dati.

Ovviamente AND avrà poi tutti i diritti, riconosciuti dalla licenza con cui vengono rilasciati i dati, di riutilizzare i dati prodotti dalla comunità.

Ovviamente l’Olanda è un paese relativamente piccolo se consideriamo l’intero continente europeo, ma fa comunque parecchio piacere pensare che qualcuno consideri il nostro progetto con positività.

Ecco a voi la notizia
http://www.opengeodata.org/?p=223

Le mappe commerciali

In europa ci sono 2 ditte principali che creano e rivendono mappe per i navigatori: TeleAtlas e Navteq. Ultimamente si sprecano articoli su riviste cartacee o siti web su come vengano realizzate.
In maniera certamente più professionale rispetto ad OpenStreetMap, ma sicuramente più lenta negli aggiornamenti.
Per intanto eccovi un’articolo su come lavora TeleAtlas:

http://www.hwupgrade.it/articoli/portatili/1734/tele-atlas-cosi-si-crea-una-mappa-digitale_index.html

Tra parentesi, se qualcuno di chi legge questo blog fosse un tassista/corriere o ne conoscesse uno, perché non chiedergli di partecipare registrando i suoi viaggi? Ovviamente i dati sono anonimi quindi nessun timore.