Volete fare una settimana ai caraibi a spese altrui?

In risposta ai lanci delle applicazioni per la mappatura condivisa di Google, TeleAtlas e soci (applicazioni che però privano l’utente del copyright del dato immesso), OpenStreetMap lancia una “sottoscrizione”…
Se 60 utenti mapperanno per un’ora dalle foto satellitari le isole caraibiche – che ad oggi non sono mappate ne’ da OSM ne’ dalle mappe commerciali, e dopo aver mappato doneranno 10 sterline alla Fondazione OSM, uno dei 60 verrà selezionato per andare nell’isola meglio mappata per completare e correggere/attualizzare la mappa stessa.

Io sto mappando l’Isola di Aruba e la Jamaica…

Se volete partecipare (e rischiare di farvi una vacanza ai caraibi) ecco il link



Android di Google non è aperto come sembra…

Nonostante il nerissimo periodo affettivo, trovo ancora la forza di scrivere qualcosa, spero possa risultare interessante. Vengo al dunque: secondo quanto affermato da ArsTechnica, Android di Google, il sistema operativo basato su GNU/Linux per cellulari/palmari, non è open source come Google ha più volte affermato. Non mi piace autoreferenziarmi, ma ne avevo già parlato in passato.

In breve, a quanto pare, mentre la maggior parte della community di sviluppatori volontari di Android è costretta ad usare una versione dell’SDK aggiornata a Febbraio di quest’anno, e stanno chiedendosi quando vedranno una nuova SDK su cui sviluppare, un piccolo nucleo di 50 sviluppatori selezionati ha avuto accesso ad una versione aggiornata del software, con molte caratteristiche innovative e molti meno bug.

L’esistenza di questa versione aggiornata dell’SDK (con i miglioramenti tanto agognati da molti fiduciosi sviluppatori) è trapelata per puro errore a causa dell’errato invio di una mail nella mailing list “pubblica” anzichè in quella “privata” degli sviluppatori “intimi e autorizzati”. A peggiorare la posizione di Big G, c’è il fatto che i pochi sviluppatori hanno avuto accesso al codice tramite un accordo di non divulgazione; in altri termini: noi ti mettiamo a disposizione il codice, ma tu non lo dici a nessuno.

Non voglio suscitare sensazionalismi, ma la fiducia è un concetto molto astratto e prezioso: se dò fiducia ad una certa persona, mi aspetto che questa non venga tradita, soprattutto quando la mia “fiducia” si traduce nel *tempo libero* dedicato allo sviluppo di un sistema operativo. Il fatto che Google abbia nascosto al mondo l’esistenza di questa nuova versione dell’SDK, rendendola disponibile con accordo di non divulgazione a pochi sviluppatori, lede profondamente la fiducia delle persone che dedicano il loro tempo libero e le loro energie ad Android.

A questo punto, vien da chiedersi: Google ha nascosto la nuova SDK dietro un accordo di non divulgazione. Quante altre cose sta nascondendo, dicendo nel frattempo al mondo che “Noi di Google crediamo nell’Open Source”?

OpenMoko e NeoFreerunner: a che punto siamo…

Dopo l’entrata in vendita (meno di un mese fa) del NeoFreerunner, il primo palmare/telefono completamente open-source, finalmente anche qualche italiano ha cominciato a ricevere a casa il magico pacchettino nero, contenente la straordinaria saponetta elettronica che farà felice moltissimi smanettoni ed amanti del Software Libero.

Ci sono una serie di rivelazioni/novità del tutto sconcertanti: comincio da quelle più “banali” per arrivare alle più “succose”. Molte notizie sono conosciute già da secoli, ma questo post è un vero e proprio brainstormig…

Statistiche
1) Secondo le statistiche di Giugno del Wiki di OpenMoko (wiki.openmoko.org) l’Italia è al 3° posto nel mondo per “interesse” nei confronti del palmare, con 5177 visite al giorno, preceduta da Germania (14666) e USA (17243). Dietro l’Italia troviamo Francia, Regno Unito, Taiwan e Cina. Sono sbalordito da un così imponente interesse nel nostro Bel Paese, è un segnale molto positivo.

Vendite
2) In 2 giorni il Neo Freerunner è andato completamente esaurito in *tutti* i negozi d’Europa (i distributori erano 4!). Secondo alcuni calcoli sulla mailing list ufficiale, se ne sono venduti in 10 giorni più di 10.000…. spaventoso.

Sviluppo
3) Secondo un sondaggio, la piattaforma di sviluppo OpenMoko è al 2° posto in assoluto come preferenza da parte degli sviluppatori, dopo Android di Google; segue Windows Mobile; Symbian all’ultimo posto. [Ho perso il link, quindi scusate se non vi cito la fonte; ve ne parlo sulla fiducia]

Funzioni
4) Cosa può fare attualmente il Neo Freerunner con OpenMoko: tutto. Telefona, manda SMS, copia la rubrica ed i contatti direttamente dalla SIM, funge da navigatore GPS con mappe vettoriali (OpenStreetMap) ed anche con fotografie aeree; naviga nel web con connessione Wifi e si collega ad altri dispositivi tramite Bluetooth. Grazie a Cerebro [http://lyme.media.mit.edu/cerebro/index.php/Welcome_to_Cerebro] permette di creare reti mesh Wifi senza necessità di connessione ad internet, permettendo ai Neo di comunicare fra loro e scambiarsi dati. Inoltre funzionano benissimo anche le altre applicazioni come l’agenda, il lettore di feed RSS, ecc ecc

Ambienti software
5) Tra gli aspetti più interessanti, non comuni a nessun altro palmare/telefonino, è la presenza di *molti* ambienti “desktop”. Il Neo viene distribuito con il rilascio di OpenMoko 2007.2, un’interfaccia basata su GTK che svolge egregiamente tutte le funzioni per cui è stato programmato. Tuttavia, sono in lavorazione un’interfaccia basata su Qtopia, che integra Gtk, Qt ed e17 (le librerie di Enlightment9), chiamata ASU (April Software Update) ed un’ulteriore ambiente ancora completamente work in progress chiamato FSO, il cui obiettivo è semplicemente avere una stabilità pazzesca (non che il 2007.2 non lo sia, eh).

Batteria
6) Grazie ad una patch, la batteria con lo stack FSU raggiunge le 21 ore di durata :D Secondo gli sviluppatori, ci sono in cantiere altre modifiche al sistema che ne allungheranno ancora di più la vita. Per il momento la vita media di un Neo Freerunner si aggira intorno alle 6 o 7 ore.

Componenti aperte

7) Il Neo Freerunner, essendo completamente aperto, non sopporta l’hardware proprietario. Niente POP-port come nei Nokia Serie 60 per gli spinotti, ma un meraviglioso jack da 2,5 mm per le cuffie e una stupenda porta micro-USB per collegarlo al pc. La batteria in dotazione con il palmare è la BL-5C, usata nei Nokia Serie 60 (come il 6600 o il 6630) e comprarne una “compatibile” costa solo 5€, motivo per cui non c’è da preoccuparsi se - attulmente - la batteria dura così poco.

Penne USB
8) La porta USB del Neo è alimentata: ciò significa che è possibilissimo collegarci una penna USB (con apposito adattatore USB-microUSB) e utilizzare i dati in essa contenuti (anche se gli sviluppatori avvisano che ciò potrebbe diminuire sensibilmente la vita del palmare… certo, se avete una batteria di scorta è tutto più semplice).

Librerie grafiche
9) OpenMoko, lo dò per scontato, è un sistema GNU/Linux, con tutto ciò che ne consegue: sono supportati Python, Perl, C++ ed altri linguaggi di programmazione sia compilati che interpretati. Sono supportati Gtk+, Qt ed e17, quindi ci si può sbizzarrire con il software libero e con il porting di software già esistente.

Il prezzo in Italia
10) Grazie ad una azienda italiana, il Neo Freerunner entrerà in vendita in Italia dal 1° settembre, alla modica cifra (e dico sul serio) di 329€ + 10€ di spedizione. Nel prezzo, oltre al palmare, è inclusa una custodia in neoprene e le cuffie con jack da 2,5 mm. Nella confezione, oltre agli oggetti appena citati, sono presenti: un cavo USB-microUSB per connettere il palmare al PC; un adattatore per ricaricarlo dalla presa elettrica, con ulteriore adattatore per prese europee/inglesi ed una microSD da 512 Mb. Nel prezzo è compreso un servizio “DebugBoard on call service” per l’affitto settimanale delle debug-board.

Il GPS
11) Oggi è stato scoperto un bug nell’hardware del Neo Freerunner; si tratta di un EMC derivante dallo slot che contiene la microSD e che interferisce con il ricevitore GPS, che non riesce (o in alcuni casi ci mette moooolto tempo) ad agganciarsi ad alcun satellite. Fin quando gli sviluppatori non troveranno una maniera per fare fronte al bug (ovviamente la risoluzione dovrebbe arrivare dal software non da una modifica dell’hardware) il problema può essere risolto rimuovendo la microSD quando bisogna usare il GPS (lo so, è una proposta indecente perchè nella microSD possono essere salvate tutte le mappe necessarie alla navigazione) oppure utilizzando un’antenna GPS esterna via bluetooth. Comunque, non in tutti i casi succede quanto descritto sopra, ad alcuni sembra funzionare bene. Aspettiamo fiduciosi ulteriori sviluppi sul tema.

La navigazione satellitare

12) In compenso, sono stati elaborati software semplicemente magnifici per la navigazione GPS su OpenMoko: sto parlando di gvSIG, tangoGPS, che supportano mappe da OSM, e foto aeree da OpenAerialMap.org e Maps-For-Free.org. Questi programmi sono l’ideale anche per tutti i mappers che vogliono cimentarsi in OSM.

I browser
13) OpenMoko ha un browser integrato WebKit ed è già stato inoltre testato Firefox per dispositivi mobile, che prende il nome di “Minimo Web Browser“, e funziona benissimo.

Java
14) OpenMoko adesso, grazie allo sviluppo di Jalimo, supporta anche Java: è anche per questo che gvSIG gira sul palmare. Con questo porting di Java, si apre un mondo di possibilità!

Design aperto e creatività
15) I file CAD con cui sono progettate le mascherine di plastica che ospitano e contengono l’hardware del Neo (il “case” o “chassis”, per capirci) sono sotto licenza Creative Commons, e sono liberamente modificabili e ridistribuibili. Uno studente di design industriale in uno stage all’OpenMoko, ha progettato una stupenda guaina, una cover in plastica per il palmare, che gli conferisce un aspetto veramente robusto e resistente, quasi come gli astucci dei telecomandi. Non ci vorrà molto che qualche azienda non approfitti dell’idea e ne produca dei modelli reali, mettendoli in commercio. I vantaggi dell’hardware libero ;)

State of The Map 2008

Sabato e Domenica prossimi (12 e 13 luglio) a Limerick si terrà la convention StateOfTheMap 2008, l’incontro annuale di OpenStreetMap.

In quella sede il nostro Simone presenterà la situazione italiana cercando di stimolare l’interesse degli amici di oltre manica verso i nostri sforzi.



In bocca al lupo Simone

Stranezze Wiki-pediche

Oggi due osservazioni leggere leggere. Ho notato che ultimamente i server di Wikipedia non si stanno comportando benone. Spesso (capita anche 2 o 3 volte nello stesso giorno) mentre sto salvando alcune modifiche agli articoli, capita che il collegamento ai server si interrompa, le modifiche non vengano salvate (per fortuna vengono ripristinate dallo stesso MediaWiki) o appaia un errore come nella schermata seguente:

Adesso, una notizia più leggera: spesso ci dimentichiamo che il Software Libero ha anche delle “icone libere”, rilasciate con licenza GNU o meglio Creative Commons. Come diretta conseguenza, sono anche presenti nell’archivio online delle immagini libere di Wikipedia, “Wikimedia Commons”. Durante la realizzazione delle pagine di alcuni portali di lavoro sull’Enciclopedia, qualche wikipediano ha ben pensato di usare l’icona di Amarok per simboleggiare la categoria biologica dei mammiferi.

Che dire, è un utilizzo al quale non avevo mai pensato, di solito quando clicco sull’icona, parte la musica :D

Dopo un mese e mezzo

Cos’e’ successo in questo mese e mezzo di silenzio?

Parecchie cose. Innanzitutto si è concluso il progetto M(‘)appare Milano i cui risultati vengono presentati oggi pomeriggo presso il dipartimento di Architettura e Socitetà del Politecnico di Milano.

Si sono, inoltre, svolti un po’ di mapping party in giro per lo stivale e nuovi mappatori si sono aggiunti. Soprattutto nuovi mappatori sono apparsi in Sicilia ed in Sardegna.

Ora arriva la pausa delle ferie estive, e siamo sicuri che tutti gli italici mappatori ne approfitteranno per mappare i luoghi di villeggiatura.

Si è poi parlato di OpenStreetMap sul mensile MondoGIS, un mensile dedicato ai professionisti del GIS e sul numero di Luglio di LinuxPro, anche questo mensile, dedicato al mondo del Pinguino.

Un’altra notizia è che anche in Italia è arrivata nestoria, un motore di ricerca di proprietà immobiliari che sta supportando attivamente OpenStreetMap e che, in una versione beta del proprio sito, usa OSM come cartografia.

Ultima notizia, la prossima settiama a Limerick (Irlanda) si terrà la seconda conferenza StateOfTheMap, l’annuale ritrovo di OpenStreetMap.

In quell’occasione Simone Cortesi, uno dei mappatori italiani, presenterà i nostri sforzi ed i risultati raggiunti nello stivale.

Auguri a Simone, sperando che oltre ad interessare gli altri mappatori al nostro paese, si possa godere un piacevolissimo week-end.