La FAO dona i dati cartografici dell’Africa ad OpenStreetMap

United Nations Vienna Forum

OpenStreetMap sta catalizzando in questi giorni l'attenzione di molti paesi "in via di sviluppo". Ho recentemente parlato della donazione dei dati cartografici della Turchia.

Ebbene, da una mail sulla ML internazionale di OSM, apprendo adesso che oggi la FAO, ha deciso di donare gran parte dei propri dati cartografici relativi al continente africano, raccolti con l'iniziativa Africover. Questo progetto dell'ONG più famosa del mondo ha lo scopo di mantenere aggiornati gli shapefile che contengono fiumi, strade, città e confini amministrativi dei Paesi del "continente nero".

Bisogna riconoscere che sino ad ora la FAO non ha avuto interesse a diffondere i dati raccolti, ma ha garantito ad OpenStreetMap il permesso di importare tali dati nel proprio database. Nelle prossime settimane, compatibilmente con l'interruzione di due giorni programmata per questo mese (per trasferire il servizio sui nuovi server), verranno lentamente ed accuratamente importati in OSM i dati dei seguenti Paesi africani:

  • Tanzania
  • Congo
  • Uganda
  • Rwanda

Nel comunicato si legge inoltre che i dati sono disponibili per quasi la totalità dei paesi del continente africano, e che i prossimi paesi ad essere inseriti in OSM saranno:

  • Burundi
  • Egitto
  • Eritrea
  • Kenya
  • Somalia
  • Sudan

Personalmente, questo è il più bel regalo di Pasqua che potessi ricevere: non è contenuto in un uovo, ma in un database.

Perché è bello? Non semplicemente perché avremo dati liberi di cui fare uso, ma perché da questi dati si possono creare cartografie libere che possono essere utilizzate da tutte le Organizzazioni Non Governative i cui volontari (per inciso - mentre da queste parti ci crogioliamo in una vita consumistica, ornata da sprechi e futilità quotidiane) rischiano la vita per portare alle popolazioni meno fortunate cibo, medicine, o per organizzare la ricostruzione in paesi dilaniati dalla guerra civile (o dalle multinazionali del petrolio).

Di questi dati potranno liberamente usufruire organizzazioni come la Croce Rossa, Medici Senza Frontiere, Amnesty International, WWF, ecc ecc. Perché le organizzazioni umanitarie hanno bisogno oltre che di uomini, mezzi e denaro, anche di geodati.

In arrivo tonnellate di tracce GPX per la Turchia su OpenStreetMap

In de verkeerskamer bij TomTom HQ
La notizia è di ieri, e dopo il pranzo luculliano delle festività ci vuole un bel post sul blog per smaltire la sonnolenza D L’azienda turca Arvento si occupa di protezione satellitare dei veicoli motorizzati, e monitora quotidianamente 80.000 autoveicoli in tutta la Turchia. Ieri un rappresentante dell’agenzia ha preso contatti pubblicamente con i mapper della mailing list internazionale perchè intende trasformare tutte le tracce GPX dei veicoli monitorati in “linee” (presumibilmente shapefile o file OSM-compatibili) per donarli in massa al progetto. Ciò garantirà uno sprint nella mappatura della nazione turca, che sembra si stia avvicinando sempre più al panorama dell’open source internazionale. Arvento è stata premiata come “Most Successful Institutional Mobile Data Application” da Turkcell nel 2006, 2007 e 2008, ed è la terza azienda turca per velocità di crescita nel settore dell’IT. Speriamo che i nostri vicini turchi siano d’esempio anche a tante aziende italiane (per non parlare delle amministrazioni) che sono ancora restie a liberare i propri geodati.

In arrivo tonnellate di tracce GPX per la Turchia su OpenStreetMap

In de verkeerskamer bij TomTom HQ

La notizia è di ieri, e dopo il pranzo luculliano delle festività ci vuole un bel post sul blog per smaltire la sonnolenza :D

L'azienda turca Arvento si occupa di protezione satellitare dei veicoli motorizzati, e monitora quotidianamente 80.000 autoveicoli in tutta la Turchia. Ieri un rappresentante dell'agenzia ha preso contatti pubblicamente con i mapper della mailing list internazionale perché intende trasformare tutte le tracce GPX dei veicoli monitorati in "linee" (presumibilmente shapefile o file OSM-compatibili) per donarli in massa al progetto. Ciò garantirà uno sprint nella mappatura della nazione turca, che sembra si stia avvicinando sempre più al panorama dell'open source internazionale.

Arvento è stata premiata come "Most Successful Institutional Mobile Data Application" da Turkcell nel 2006, 2007 e 2008, ed è la terza azienda turca per velocità di crescita nel settore dell'IT. Speriamo che i nostri vicini turchi siano d'esempio anche a tante aziende italiane (per non parlare delle amministrazioni) che sono ancora restie a liberare i propri geodati.

OpenMoko: Navit su SHR-testing

Navit on Openmoko

Questo è un velocissimo post su come installare e rendere perfettamente funzionante Navit sul Neo FreeRunner con distribuzione SHR-testing. È anche una valida maniera per prendere una nota, visto che certe cose tendo a dimenticarle D

  1. installare Navit con il comando “opkg install navit”; è possibile reperire anche la versione svn da qui;
  2. di default, Navit presenta una configurazione a dir poco schifosa. Per ottenere una configurazione quantomeno accettabile, occorre sostituire il file xml che la gestisce. Se non avete voglia di indagare le misteriose (ma non troppo) configurazioni di Navit, vi consiglio di scaricare il mio file di configurazione e inserirlo nelle cartelle ~/.navit e /usr/share/navit (sostituendo eventualmente un navit.xml già presente).
  3. installare la libreria libgps17 con il comando “ipkg install libgps17″ (notare bene, “ipkg” non “opkg”!)
  4. andare nella cartella /usr/lib e dare il comando ln -s libgps.so.17 libgps.so.16 per fare in modo che Navit faccia riferimento alla libreria giusta
  5. scaricare la cartografia di OpenStreetMap per l’Italia da qui; al termine del download, estrarre il file .zip
  6. spostare sul palmare il file italy.navit.bin appena estratto, nella cartella ~/.navit
  7. avviare Navit e godersi lo spettacolo del routing completamente realizzato con dati, software e hardware LIBERO D

Per ulteriori info, ecco la pagina dei tweak di SHR e il wiki di Navit. Si ringrazia per l’aiuto Christ van Willegen.

Openmoko: Navit su SHR-testing

Navit on Openmoko

Questo è un velocissimo post su come installare e rendere perfettamente funzionante Navit sul Neo FreeRunner con distribuzione SHR-testing. È anche una valida maniera per prendere una nota, visto che certe cose tendo a dimenticarle :D

  1. installare Navit con il comando opkg install navit; è possibile reperire anche la versione svn da qui;

  2. di default, Navit presenta una configurazione a dir poco schifosa. Per ottenere una configurazione quantomeno accettabile, occorre sostituire il file XML che la gestisce. Se non avete voglia di indagare le misteriose (ma non troppo) configurazioni di Navit, vi consiglio di scaricare il mio file di configurazione e inserirlo nelle cartelle ~/.navit e /usr/share/navit (sostituendo eventualmente un navit.xml già presente).

  3. installare la libreria libgps17 con il comando "ipkg install libgps17" (notare bene, "ipkg" non "opkg"!)

  4. andare nella cartella /usr/lib e dare il comando ln -s libgps.so.17 libgps.so.16 per fare in modo che Navit faccia riferimento alla libreria giusta

  5. scaricare la cartografia di OpenStreetMap per l'Italia da qui; al termine del download, estrarre il file .zip

  6. spostare sul palmare il file italy.navit.bin appena estratto, nella cartella ~/.navit

  7. avviare Navit e godersi lo spettacolo del routing completamente realizzato con dati, software e hardware LIBERO :D

Per ulteriori info, ecco la pagina dei tweak di SHR e il wiki di Navit. Si ringrazia per l'aiuto Christ van Willegen.

Wikipedia supporta OpenStreetMap

Sarebbe più corretto dire che WikiMedia/MediaWiki (intesa sia come applicazione che come fondazione) support(er)à OpenStreetMap.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che da parte degli sviluppatori di MediaWiki – piattaforma wiki alla base di tutti i progetti wikipedia.org e fratelli – ci sarà uno sforzo per rendere semplice integrare sezioni delle mappe di OpenStreetMap all’interno delle voci di tutti i progetti che si basano sulla piattaforma.

Una degli usi proposti è anche quello di mappa base per la georeferenziazione delle immagini che verranno caricate in Wikipedia.org (e stiamo parlando di milioni di file).

Nella pratica cosa succederà? Beh, innanzitutto la WMF (Wikimedia Foundation) si rende perfettamente conto che avere il carico di utenti di Wiki sui server di OSM significherebbe uccidere il nostro progetto. E’ per questo che è stato saggiamente deciso di mantenere una copia locale della mappa renderizzata in modo che gli accessi finiscano al server locale (con parecchi squid davanti) piuttosto che ai server di OSM.

Per il momento il capitolo tedesco, quello che gestice i toolservers e quello più ricco tra i capitoli di WikiMedia, ha deciso di investire 15mila euro per l’acquisto di un server dedicato a mapnik (la cifra vi ricorda qualcosa?).

Ovviamente il processo di integrazione proseguirà più o meno spedito nei prossimi mesi.

Per il momento il supporto si ferma qui, ma sappiamo che già in passato WMF si sia offetta di ospitare almeno una parte dei server di OSM, cosa che potrebbe diventare necessaria quando dovesse esplodere (come tutti speriamo) la partecipazione degli utenti nord-americani. Ovviamente questa nuova visibilità offerta dai progetti WikiMedia dovrebbe rappresentare un volano per la popolarità del nostro progetto.

Detto questo, già solo l’annuncio di questo supporto è stato già sufficiente a mandare piedi all’aria la fragile infrastruttura di OSM. Heise Online, un sito di notizie tedesco – evidentemente piuttosto seguito – ha riportato la notizia e l’ondata di clickthrough ha messo in seria crisi i nostri amati server.

Speriamo, quindi, che entri molto presto in produzione il nuovo server.

Nel frattempo colgo l’occasione per ringraziare il capitolo italiano di WikiMedia Foundation, per il patrocinio che ha dato alla conferenza OSMit che si terrà a Trento il 5 e 6 giungo 2009. Il patrocinio è stato garantito anche dall’associazione GFOSS.it

Durante la Conferenza speriamo di avere una tavola rotonda (magari anche con la presenza di ILS) in cui discutere di come queste associazioni possano aiutare il nostro progetto ed aiutarsi a vicenda. E’ un’ottima occasione per conoscersi e trovare nuove vie di collaborazione.

Peccato fosse un pesce d’aprile

Il post di ieri è stato un delirio di 5 minuti tra il sottoscritto e Simone, l’altro “gestore” di questo sito.

Per qualche secondo ci siete cascati in molti perché la notiza era, tutto sommato, plausibile e verosimile. Ma la data era sospetta e quasi tutti avete capito al volo che si trattasse di uno scherzo.

Ci siamo divertiti, lo ammetto, ma la cosa mi ha fatto riflettere un po’.

La notizia, di per sé è del tutto plausibile e non dovrebbe aver sconvolto nessuno, perché un paese normale avrebbe davvero ragionato in maniera da promuovere un’imprenditoria locale e dei progetti che non finissero per mandare all’estero la ricchezza del nostro paese.

Viviamo, invece, in un paese che di normale ha ben poco e che ci ha abituato a politici che pensano a dar da mangiare all’amico piuttosto che al paese, infischiandosene poi se l’amico userà forza lavoro e strumenti locali o meno.

Sia chiaro, non ho nulla contro le delocalizzazioni e le forniture estere, quando non esiste un’alternativa o se la qualità non è paragonabile, ma quando si parla di “costruire” non si può certo dire che l’Italia manchi di capacità e competenze.

Ecco allora che la notiza plausibile e verosimile puzza di pesce d’aprile. E noi tutti qui a dire “peccato che una cosa del genere in Italia sia del tutto impossibile”.

Qualcuno di voi ci ha suggerito di provar davvero a dialogare con i Ministeri, e non è detto che non lo si faccia. Per ora però restiamo concentrati su OSMit e vediamo di incontrarci, darci una “organizzazione” reale che possa qualificarci come interlocutori di fronte ad isitituzioni ed Enti.

OpenStreetMap diventerà la mappa ufficiale del portale Italia.it

ATTENZIONE: Questo post è stato il nostro pesce d’aprile… Nulla di quanto scritto è vero

Non potevamo parlarne prima perché erano in corso colloqui riservati con i ministeri interessati (Funzione Pubblica, Finanze e Turismo) che ci hanno assorbiti in lunghi incontri ai massimi livelli con presenza dei Ministri stessi.

Nel quadro delle misure che il governo sta pianificando per il rilancio dell’economia, il Turismo ha certamente una parte rilevante ed il rilancio del portale Italia.it è sicuramente uno dei perni fondamentali.
E’ per questo che i tre ministeri hanno considerato utile affidarsi ad una mappa che non andasse a finanziare le potenze straniere e che potesse, al contempo, creare occasioni di lavoro nel nostro territorio.

L’impegno non è stato vano ed è di questa mattina la telefonata con la quale ci è stato annunciato che verranno stanziati poco meno di 3 milioni di euro destinati all’acquisto della tecnologia ed alla creazione di team di mappatori che avranno il compito di completare la mappatura del nostro belpaese entro l’estate.

Il server che ospiterà la mappa dell’italia verrà ospitato presso il DataCenter del Ministero dell’Interno che potrà quindi utilizzare la stessa mappa per gli scopi della Protezione Civile e degli organi di Polizia.

Siamo eccitatissimi per questa grandissima occasione che ci viene proposta. Invitiamo tutti coloro che pensano di poter coordinare un gruppo di mappatori a farci avere la loro candidatura al più presto.