OpenStreetMap Italia
Il blog dei mappatori italiani

 

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:: Archive for giugno, 2009

 

TangoGPS è sicuramente uno dei migliori software di tracking disponibili su OpenMoko, tra le tante funzioni utili sicuramente la migliore è quella di poter visualizzare la posizione attuale e il percorso che si sta tracciando sulle mappe di OpenStreetMap. Purtroppo la memoria interna dell’OpenMoko è limitata e non è possibile, ad esempio, scaricare tutta l’Italia al [...]

giugno 19th, 2009 | in Uncategorized | 5 comments

Grazie al lavoro di Stefano e Simone ora abbiamo gli edifici della regione nella nostra amata mappa. Sono evidenti, in alcuni punti, errori di posizionamento relativi tra edifici e strade, ovviamente dovuti all’intrinseca imprecisione dei nostri GPS e, forse, anche ad un errore indotto dalla conversione di proiezione tra CTR e OSM.

La cosa più curiosa, è che dove non ci sono le strade già mappate, risultano “visibili”

provate a dare un’occhiata qui, ad esempio:

Cervignano del Friuli

Cervignano del Friuli

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giugno 17th, 2009 | in GNU/Linux, OpenStreetMap, Ubuntu, maps | Leave a comment

Vorresti contribuire ad OpenStreetMap ma non hai un ricevitore GPS, e per di più la zona che ti interessa non è coperta dalle foto satellitari di Yahoo! Maps? Niente di più facile, da oggi c’è Walking Papers, che permette di raccogliere dati sul campo con ottima precisione ed inserirli in OpenStreetMap, usando solo carta e penna, e con qualsiasi sistema operativo, da Windows a Mac, a GNU/Linux, senza collegare cavi o convertire formati. Vediamo come.

COSA SERVE: si da per scontato vi siate già iscritti ad OpenStreetMap (click qui per registrarsi), e di possedere uno scanner. Tutto qui.

1) Ottenere una mappa stampata
Andiamo sul sito di Walking Papers e, nella box a forma “di foglio” selezioniamo l’area che ci interessa. Utilizzando la rotellina del mouse è possibile aumentare o diminuire lo zoom. In base all’ampiezza dell’area che ci interessa, possiamo scegliere uno zoom più o meno alto. Raccomando, per aree “normali”, uno zoom compreso tra 15 e 17.
Occorre ricordare che la box nella quale stiamo trascinando la zampina del mouse è esattamente a forma di A4, ovvero di un normale foglio per stampa, così è più facile regolare lo zoom e la selezione dell’area. Se non vogliamo trascinare molto il mouse, possiamo scrivere nel campo di testo il nome della città o del luogo che stiamo cercando.
Appena abbiamo terminato, facciamo click su Make. Verrà generata dopo qualche secondo una pagina con un link per scaricare la nostra mappa in PDF (Download map PDF for print). Stampiamola, anche in bianco e nero.


Figura 1: selezionare l’area di interesse

Figura 2: scaricare la mappa in PDF

2) Mappare
Andiamo in giro con carta e penna, e disegnamo liberamente sulla nostra mappa di carta, strade, divieti d’accesso, sensi unici, bar, pizzerie, discoteche, parcheggi, colonnine per i grattini, parcheggi per disabili, o semplicemente appuntiamoci i nomi delle strade. Scarabocchiamo la nostra mappa senza alcun timore, tracciamo linee, segnamo nomi, ecc ecc.

3) A casa, armiamoci di scanner

Appena tornati a casa, e dopo una doccia veloce, infiliamo nello scanner la nostra immagine e scansioniamola: il file risultante deve essere un JPG o PNG e deve avere una risoluzione raccomandata di almeno 200 px. Salviamo la nostra immagine da qualche parte sul pc.

4) Inviamo la scansione a Walking Papers
Andiamo nella pagina Upload di Walking Papers, facciamo click su Sfoglia e carichiamo la nostra immagine.


Figura 3: carichiamo la nostra scansione

5) Pronti ad inserire i dati?
Aspettiamo un pò (non so bene se minuti o ore); nella pagina Scans troveremo in elenco la nostra amata scansione. Facciamoci click sopra, e avremo, sul fondo della pagina, due caselle di testo in cui inserire il nostro nome utente e password con cui siamo registrati su www.openstreetmap.org. Dai, fatelo!
Et… voilà! Ciò che avete davanti è l’editor online di OpenStreetMap (Potlatch); facciamo click su “Edit live”, ed avremo la nostra mappa scarabocchiata sovrapposta ai dati già presenti, che potremo modificare tranquillamente, inserendo ciò di cui abbiamo preso nota (rispettando le features, ovviamente). Comodo, vero? E senza spendere un centesimo!

Figura 4: Selezioniamo la nostra scansione dalla lista


Figura 5: Finalmente possiamo inserire i nostri dati, dalla carta da OpenStreetMap!

Considerazioni
Ovviamente l’utilizzo di Walking Papers è fortemente consigliato in uno stadio di mapping molto avanzato, in cui le strade sono presenti quasi tutte. Inoltre, è uno strumento potentissimo se decidiamo di usarlo per prendere nota dei Points of Interest (POI), ovvero tutte le informazioni geografiche che possono essere rappresentate da un punto (locali, fontane, negozi, ecc). Mi sembra anche lo strumento ideale per i mapping party!

Che dire… buon divertimento!

Due parole: OSMit 2009

Quando mi han telefonato da Trento per chiedermi di parlare dell’esperienza del mapping party di Pompei, mi son detto: “ma che, davvero?”. Eh, davvero si. Due giorni veramente intensi, non c’è che dire. [Le foto qui]

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È stato un grande momento per tutta la comuntià italiana di OpenStreetMap, un momento di coesione, creatività e socialità, ovvero i 3 pilastri di qualsiasi progetto di liberazione dei dati. Queste ultime tre parole riassumono abbastanza bene lo spirito del progetto, che purtroppo è stato messo troppo in discussione, soprattutto in merito all’imminente cambiamento di licenza di OSM.
Ma andiamo con ordine. Ciò che mi ha sicuramente impressionato del lato non-umano è stata l’impressionante organizzazione della Fondazione Bruno Kessler di Trento (nella sede di Povo). Penso che tutta la comunità debba dei ringraziamenti all’imponente lavoro di sviluppo della comunità e della tecnologia di OSM svolto da parte della Fondazione, che ha incondizionatamente messo a disposizione strutture e know-how per promuovere la Mappa Libera. Il tutto si è concretizzato nel managing di Cristina Moretto, che ringrazio sentitamente.

L’instancabile lavoro di Simone Cortesi ha reso possibile la presenza, per tutto il primo giorno di OSMit, dell’ideatore di OpenStreetMap, l’incredibile Steve Coast, che è riuscito a rendere ancora più appetitoso l’incontro della Comunità Italiana.

Sdonk - SteveC - Fradeve

Con l’aiuto del re delle mappe libere e del giurista italiano Rossato (che ci ha illuminato sull’infondatezza di molte delle critiche rivolte alla RC della nuova licenza di OSM da parte di Creative Commons), si è riusciti a portare a galla ciò che è ormai un dato di fatto: la nuova licenza del progetto, ODbL (Open Database Licence) è la migliore che sia mai stata creata per licenziare un database di informazioni libere, e Steve Coast è riuscito a convincere il suo pubblico. In  particolare, è risultato evidente che:

1) Le critiche mosse a proposito dell’eccessiva complessità del testo della licenza sono infondate. Le parole di Rossato in proposito sono state assolutamente illuminanti: una licenza ha una “mission”, quella di essere *precisa*, e siccome deve tutelare il lavoro di innumerevoli migliaia di persone, non può permettersi di essere vaga. In questo contesto, “precisione” si traduce in “complessità”, e questo è lo scotto da pagare per avere un documento che tuteli le libertà dei dati organizzati in una maniera così “complessa” come un database. Agli informatici il lavoro degli informatici, ai giuristi il lavoro dei giuristi.

2) Complessità non significa necessariamente incomunicabilità: il testo della licenza GNU è decisamente complesso per i non-giuristi, ma tutela bene la libertà del software, nel suo massimo grado. Eppure, Stallman ha riassunto una decina di pagine di licenza nei 4 pilastri del software libero. Anche l’ODbL potrà essere riassunta in pochi punti, semplici, comprensibili anche dal mapper della strada, come qualunque altra licenza.

3) La ODbL è una licenza libera: il falso mito da sfatare è che in un futuro i dati raccolti da OSM possano essere chiusi se licenziati con l’ODbL. Il principio di fondo è che quando si licenzia un dato con quella licenza, si mette il proprio lavoro nelle mani dell’ente che gestisce la licenza. Un esempio pratico è la più nota e diffusa licenza per software libero, la GNU GPL. Licenziando un software con GPL, si mette tutto nelle mani della Free Software Foundation. Se licenziamo tutto ODbL, si mette tutto nelle mani della OpenStreetMap Foundation. Che altro c’è da dire?

4) L’ODbL è una licenza complessa anche perchè cerca di essere compatibile con le altre licenze libere. Al contrario di tante altre licenze in giro per il web, scritte dai vari Istituti di ricerca solo per i propri scopi e con un certo lassismo nei confronti di tante altre realtà più o meno libere, l’ODbL cerca dei punti di contatto con le altre licenze libere, ed ambisce all’interoperabilità.

Questo è un riassunto di ciò che ho capito dalle parole tecniche di Rossato e dall’inglese – troppo – veloce di Steve, quindi prendete ogni parola con le pinze.

A parte questo, Steve Coast mi ha dato l’impressione d’essere una persona squisita: risponde ad ogni domanda, parla con chiunque, fornisce precise delucidazioni e punti di vista molto condivisibili su ogni argomento sul quale lo si interpella. Ha la chiarezza d’idee necessaria ad OpenStreetMap per poter continuare su un luminoso sentiero di libertà, secondo me c’è da fidarsi. Non ha rifiutato di dare una mano neanche quando, durante il coffee break, Sdonk gli ha chiesto delucidazioni sull’utilizzo  dei servizi di CloudMade. Farsi spiegare da Steve come funziona il sistema di “tiling” di OSM ha realmente il suo fascino :D

Ma all’OSMit, simpatia e voglia di condividere sono diffuse a pioggia tra i partecipanti come se un grande impianto d’irrigazione stesse irrorando il campo del Software Libero con una nube tempestosa di trasferimento tecnologico. Si è spaziato dalle strepitose presentazioni di Gfoss sul rendering di Mapnik (o su come utilizzare l’Openmoko come dispositivo di tracking di un mezzo in movimento su OSM) all’esperienza con OpenStreetMap della Fondazione Bruno Kessler in una scuola trentina.

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I ricercatori della FBK hanno presentato un tool per sovrapporre i dati di OSM con fotografie scattate dai turisti sulle belle montagne del Trentino Alto-Adige (anche se, vi assicuro, detto così sembra riduttivo). E comunque, avere l’opportunità di parlare e condividere idee ed esperienze con il lead-developer di GRASS o con uno degli sviluppatori italiani di GvSIG, è stato molto più che costruttivo.

Venendo alla comunità pugliese, qui sono disponibili le slide del mio talk sulla necessità di rinnovare ed ampliare la gamma dei tag inerenti alle testimonianze archeologiche ed ai beni culturali; poco dopo Sdonk ha presentato il suo pythonico software per generare in real-time una mappa degli eventi sismici italiani (dall’INGV), con la base cartografica di OpenStreetMap.

Mi riesce difficile ricordare e raccontare tutto ciò che è successo a Trento, ma uno dei momenti più stimolanti ha visto come protagonisti l’ex presidentessa di Wikimedia Italia, Gfoss e la comunità di OSM. Diciamolo chiaramente: negli ultimi due anni l’attività della Comunità Italiana di OpenStreetMap è cresciuta in maniera più che esponenziale, e si sente sempre più la necessità di costituirsi come persona giuridica, per acquisire anche agli occhi della legge uno status tale da permettere all’ “italian chapter” di interfacciarsi con le istituzioni e i privati. Inoltre, la disponibilità da parte della OSM Foundation di conferire il permesso (non esclusivo) ad associazioni di rappresentare a livello nazionale il progetto, offre un’opportunità concreta per far emergere la Comunità dall’anonimato. Si è dibattuto a lungo sull’eventualità di cooperare con Wikimedia Italia o con Gfoss per portare il progetto OSM ad un livello di autonomia maggiore, ma senza giungere ad alcuna conclusione.

Potrebbe essere per il momento giusto per la Comunità di emergere e fondare un’associazione legalmente riconosciuta che possa orgogliosamente dirsi “OpenStreetMap Italia”, e non “OSM-Wikimedia Italia” o “OSM-Gfoss” (anche se nel caso, sarei più propenso per la prima). In comune tra tutti questi progetti ci sono gli sforzi per la liberazione di dati o del software, ma intanto i nostri cugini tedeschi e spagnoli si sono già messi in proprio. Speriamo che i prossimi mesi portino consiglio e che riescano a temprare gli animi dei mapper italiani, in vista di OSMit 2010.

Concludo ringraziando tutti i partecipanti per aver contribuito con il proprio tempo e le proprie idee alla crescita della Comunità e del know-how, e gli organizzatori per aver reso possibile tutto ciò.

Che dire di OSMit 2009? Semplicemente un’esperienza fantastica che ha riunito buona parte delle persone che gravitano intorno al progetto. Guest star è stato il fondatore stesso di OpenStreetMap – Steve Coast – con cui non poteva mancare una foto che è stato così gentile sa spiegarmi personalmente come funziona il tile cache server personalizzato di [...]

giugno 8th, 2009 | in OpenStreetMap, docs, mappe, osm | Leave a comment

booklet del minitutorial di OpenStreetMap

mini_tutorial_osm

4 pagine A4 da stampare fronte/retro sul lato lungo per poi piegare al centro e distribuire come piccola guida :)

Per modifiche:
minitutorial.odt

giugno 7th, 2009 | in Uncategorized | Leave a comment

ancora Luca ci racconta il secondo giorno:

Eccomi per la seconda e ultima puntata, giornata più tranquilla con la
presenza in mattinata di una scolaresca che ha portato avanti un
progetto su osm insieme a FBK. Oltre al loro lavoro sono stati
effettuate le presentazioni di Niccolo (plugin per qgis e fleet
tracking, applicazione molto interessante), sono state presentate le
esperienze del FVG, del mapping party di Pompei, dei data import e di
GFOSS.it, sono stati inoltre presentati il software di Visualizzazione
degli eventi sismici dal sito INGV e mapnik.
Alla fine della giornata si è parlato del local chapter, dopo un
accurata riflessione dei presenti si è scelto di non istituire una
nuova associazione ma di avvalersi di GFOSS.it o Mediawiki italia,
entrambe hanno pro e contro; sono state riscontrate però delle
possibili difficoltà per la realizzazione di ciò ed è stato richiesto
a simone di porre i dubbi sollevati alla comitato produttore del draft
sui chapter e dopo di chè si continuerà per la scelta
dell’associazione a cui affiliarsi

Spero di non aver dimenticato nulla

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giugno 6th, 2009 | in Uncategorized | Leave a comment

Luca in mailing list ci racconta del primo giorno di OSMit 2009:

Resoconto della prima giornata (scusate se ci sono errori ma i
digestivi e l’ora potrebbero contribuire ;-) )

Prima giornata molto soddisfacente, a parte la presenza di Steve molto
gradita, inaspettata, costruttiva e sicuramente l’elemento aggiunto
della conferenza, si sono alternati talk e due tavole rotonde, che per
me sono state le più interessani. Simone ha presentato osm, con info e
statistiche (che fanno bene sperare sullo sviluppo del progetto nel
nostro paese), è stata presentato il lavoro fatto a schio modello da
seguire per i risultati ottenuti, i lavori/progetti basati su osm
(lasernav,la mappa di castello,il progetto per le carte nautiche ed
infine il grande maestro Ruffoni che ha presentato ciò che è stato
fatto alla scuola di Valle di Ledro che grande simpati e divertimento
per gli spettatori); inoltre sono state affrontate la questione
licenza, con la presentazione di Aliprandi e la tavola rotonda basata
sulla traduzione/interpretazione del draft della licenza da parte del
giurista Rossato, che ha affermato che la nuova licenza si tratta
della prima licenza che cerca di risolvere il problema DB e dati
geografici in modo libero, a me ha fatto molto piacere sentire ciò
oltre alle parole di Steve che mi hanno un po’ rassicurato anche se
qualche piccolo dubbio/falla rimane; in ultimo è stato trattato
l’argomento validazione dei dati con alcune proposte e il pensiero di
steve ma una idea risolutrice

Boh la serata è terminata con un’ottima cena, sia mangiare che bere!
A quest’ora dormiranno tutti (Simone sta ronfando alla grande nella
mia sala :-) ), forse oltre a me saranno svegli i ragazzi di terlizzi
che come me devo mettere a posto le ultime cose per la presentazione,
per fortuna la mia è stata rimandata a domani perchè stasera mi sono
accorto di non avere mapnik installato sul portatile;-)

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