ed ora LearnOSM parla italiano


Bellissimo annuncio oggi sulla mailing list degli utenti italiani di OpenStreetMap da parte di Fabrizio Tambussa:

Dopo un duro lavoro (a tappe forzate per farlo prima di OsmIT), il sito di LearnOSM.org è disponibile anche in italiano.
Il web admin ha gia’ messo on-line la guida in PDF “OSM per principianti“, illustrata a colori e tutta in italiano. Sono 4,66 MB da scaricare.
Inoltre sta mettendo on-line i vari capitoli della guida in HTML, per una lettura direttamente dal sito, ma questo lavoro non è ancora completo.
Ringrazio Stefano Sabatini e Paolo Pozzan , miei compagni traduttori/revisori.
Ne ho gia’ stampate una quindicina di copie (putroppo in bianco/nero) che portero’ a OsmIT da distribuire.
Saluti
Fabrizio

da: http://lists.openstreetmap.org/pipermail/talk-it/2011-October/024311.html


LearnOSM.org fornisce un approccio passo-passo semplice da usare per imparare come fare mappe con OpenStreetMap. Se sei nuovo nel mondo di OSM, la Guida per principianti è il posto migliore per iniziare. In più di sette capitoli questa guida mostra come iniziare con OSM, come iniziare a mappare, e come usare strumenti come GPS, foto aeree, e carta e penna per fare mappe che chiunque può usare.

da http://www.learnosm.org/openstreetmap-per-principianti/

Il progetto LearnOSM.org nasce dal team HOT – Humanitarian OpenStreetMap Team.
Il gruppo di lavoro pronto a collaborare con gli aiuti umanitari che hanno bisogno di una mappa (come i casi di haiti o kibera).

OSMIT è alle porte

Ringraziando sponsor e relatori che hanno deciso di supportare l’evento.
Il programma è ricco di spunti interessanti con esperienze di aziende, pubbliche amministrazioni e con le voci della comunità.
http://conf.openstreetmap.it/index.php?page=programma

L’evento si terrà il 7 e 8 ottobre 2011.

Il 7 è la giornata maggiormente dedicata agli interventi con il focus sulle esperienze delle aziende, della p.a. e su alcuni aspetti tecnici.
Quella successiva veda la mattina dedicata alla comunità con alcune analisi, mentre il pomeriggio sarà dedicato al mapping party (inizio ore 12 presso la sede della conferenza e parte di inserimento dati nel tardo pomeriggio presso la sede del Faber Libertatis).

Le registrazioni come partecipanti sono aperte fino all’ultimo, meglio però organizzarsi per tempo in modo da facilitare l’organizzazione per la distribuzione del materiale che sarà dato durante la conferenza.

OSMIT 2011: la terza conferenza degli utenti italiani di OpenStreetMap

La comunità italiana di OpenStreetMap e il Centro di Ricerca Interdipartimentale di Cartografia, Fotogrammetria, Telerilevamento e
SIT (CIRGEO) dell’Università di Padova sono felici di annunciare
OSMit2011, il Terzo Meeting Nazionale degli utenti OpenStreetMaphttp://conf.openstreetmap.it

 

DOVE e QUANDO
L’evento si terrà a Padova nei giorni 7 e 8 Ottobre 2011 presso l’Aula Magna dell’edificio Pentagono presso il Campus di Agripoli dall’Università di Padova

COME
La partecipazione è gratuita, ma è gradita la registrazione, e per fare ciò siamo alla ricerca di sponsor per coprire alcune spese gestionali.
Quello che però auspichiamo, come in tutte le edizioni, è che sia la comunità di OpenStreetMap ad essere protagonista.

Pertanto, chiunque abbia da raccontare la sua esperienza collegata a OpenStreetMap in Italia è il benvenuto sottomettendo il proprio abstract.

Avremmo piacere di sentire interventi che parlano di:

  • lo stato di un area dell’Italia (ci sono molte mailing list regionali e sarebbe bello che ciascuna avesse un portavoce)
  • progetti di qualsiasi natura (es. didattici, di senso civico, di rappresentazione dell’informazione) che ruotano intorno a openstreetmap
  • studi/analisi fatte sui dati di openstreetmap
  • strumenti creati su openstreetmap
  • strumenti per migliorare openstreetmap
  • … qualsiasi idea, anche di tipo commerciale, che abbia al centro le mappe di openstreetmap

DATE IMPORTANTI

ASPETTIAMO FIDUCIOSI LA VOSTRA PARTECIPAZIONE!!!
Il comitato organizzativo di OSMIT 2011

LINK UTILI

Perché i dati geografici possono essere liberi

Internet è grande, e rispecchia fondamentalmente le persone che lo popolano. Ogni tanto può capitare di imbattersi in affermazioni bislacche. Tanto per dirne una, oggi mi è capitato di leggere un articolo di Renzo Carlucci su RivistaGeomedia, che merita un'analisi punto per punto (considerato che non ho niente di meglio da fare). L'ottimo Maurizio Napolitano ha ampiamente risposto anche sul suo blog, leggete prima di tutto lì; questo è un post per l'uomo della strada.

  • Coloro che hanno investito nella acquisizione dei dati cartografici devono giustificarne i costi.

"Coloro che hanno investito nella redazione di un'opera enciclopedica devono giustificarne i costi." Sembra quasi di sentire il signor Treccani dopo aver scoperto l'esistenza di en.wikipedia. Fornire a tutti i cittadini il libero accesso alla cultura e alla conoscenza del territorio mi sembra una giustificazione più che sufficiente.

  • Una amministrazione che mettesse in completa libertà il dato geografico potrebbe andare contro agli attuali principi economici della "sostenibilità" dei progetti tanto raccomandata a livello di Unione Europea.
  • Un progetto cioè che prevede di investire migliaia di Euro in cartografia non può prevedere che il bene rinveniente venga poi messo gratuitamente a disposizione di tutti. Per lo Stato o per la stessa amministrazione sarebbe una perdita non giustificata.

Credo che qualcuno debba spiegarlo anche al governo degli USA, da quelle parti vige la regola che "tutto ciò che è prodotto con soldi pubblici, appartiene ai cittadini e quindi non è coperto da diritto d'autore" (geodati compresi). Il nome TIGER dice niente?

  • Il diritto di "copia" quantomeno, relativo al solo risarcimento dei costi, andrebbe ripartito, come è in uso per tutta la pubblica amministrazione, su chi ne fa richiesta.

Momento, momento, momento: ricapitoliamo. Un qualsiasi cittadino italiano onesto paga le tasse, e finanzia in questo modo l'apparato statale che dovrebbe offrirgli dei servizi. Con quei soldi, le regioni ed i comuni organizzano e aggiornano la cartografia. Adesso, gli si chiede di pagarla di nuovo? C'è qualcosa di completamente sbagliato sotto questa asserzione, ma l'approfondirò più avanti.

  • E allora ci chiediamo a questo punto come può essere possibile pensare che un dato geografico "onesto" nel senso della sua qualità possa essere liberato e ceduto gratuitamente. Se così fosse altro non sarebbe che un dato “declassificato” come si usa dire negli Stati Uniti [ancora con gli USA?] di poca utilità ai fini di un serio professionista che nel realizzare un progetto debba dimostrare al suo cliente la qualità della base cartografica adottata.

È chiaro che c'è un fraintendimento, ed ha a che fare con il "versionamento" dei dati. Potenzialmente, un dato generato in maniera collaborativa è perfetto per il proprio navigatore GPS, per organizzare una manifestazione, per la cartografia turistica; allo stato attuale del progetto, non lo userei per progettare un palazzo. Ed è qui che entra in gioco il versionamento. Quello che qui si sta proponendo non è di "liberare" il dato generato dalle pubbliche amministrazioni per aggiungerlo in un database collaborativo e usare solo quest'ultimo come riferimento assoluto. Quello che si propone è rendere automaticamente disponibili tutti i dati generati dalle pubbliche amministrazioni in pubblico dominio, così che tutti i cittadini possono farci ciò che credono. La versione "di riferimento" per le opere di alta precisione sarà sempre quella rilasciata ufficialmente dalla PA, ma si darà in questo modo a tutti la possibilità di integrare questi dati nei propri database, per gli scopi più disparati. Nessuno costringe gli architetti ad usare OSM.

  • Diverso è invece pensare alla usabilità di un dato geografico qualificato, come alcune amministrazioni distribuiscono oggi attraverso piattaforme certificate, che faccia parte delle stesse infrastrutture primarie sulle quali appoggiamo quotidianamente la nostra vita.

Infatti, qui nessuno vuole demolire il dato "certificato". Vedi sopra.

  • Il dato geografico dovrà essere trattato alla stregua di tutte le altre infrastrutture primarie, pagandolo allo stesso modo in cui paghiamo l’energia, la comunicazione e i trasporti. Nel rilascio di un certificato di destinazione urbanistica si dovrà addebitare il costo cartografico e catastale della stessa.

Il cittadino, come sempre paga due volte. Un punto di vista comodo, ma non corretto dal punto di vista etico, IMHO.

  • Un dato geografico "libero" come molti pensano sarebbe un enorme danno alla economia dello stesso settore geografico già sofferente.

Bene, siamo tornati al medioevo. È un'affermazione così palesemente poco aggiornata sullo stato delle cose a livello internazionale che non merita una risposta più lunga di un link. Persino ESRI ha riconosciuto l'utilità dei geodati aperti, mica cotica. Questa è roba che salva le vite, non scherziamo.

  • Chi si fiderebbe mai di una qualsiasi elaborazione realizzata su un dato gratuito, non certificato? Pensiamo a quante e quali manipolazioni potrebbero avvenire!

Eppure, chi ha dovuto portare i soccorsi ad Haiti, si è fidato ciecamente. Meglio di così, in fondo, non poteva andare.

  • Un[']ultima considerazione: al di la di quello che può essere la sperimentazione o il diletto, affidereste mai la vostra navigazione ai dati “liberi” ? L’affidabilità completa sulla navigazione stradale oggi non l’abbiamo neanche dai dati Teleatlas, notoriamente costosi. E voi affidereste gli spostamenti delle vostre merci a sistemi così poco affidabili? Provate pure, usate un navigatore con dati liberi e fatemi sapere.

Come ha spontaneamente osservato il buon David Paleino, non mi risulta che TeleAtlas abbia decine di migliaia di operatori che girano il mondo rilevando strade ed esercizi commerciali. E poi... bang!

In My Honest Opinion

Le argomentazioni proposte dal prof. Renzo Carlucci sono dettate dal timore tipico di chi vede minacciato il proprio orticello. In un Paese con un'economia flessibile, che incoraggia ed invoglia i propri cittadini alla cultura, alla conoscenza e all'innovazione, l'open data viene recepito come uno stimolo, non una minaccia. Invitare i cittadini a conoscere il proprio territorio divulgando i dati geografici liberamente e gratuitamente non mi sembra una posizione controproducente. Al contrario, divulgare i dati nella maniera più economica e flessibile a propria disposizione significa dare a tutti gli strumenti per poter prendere l'iniziativa e agire sul territorio. Poniamoci delle domande: i cittadini sanno quali sono le zone archeologiche del proprio comune? Sanno dove sono ubicate le discariche? Si sono mai interessati della dislocazione delle aree a rischio idrogeologico? Allora, è meglio che i cittadini sappiano o che rimangano assopiti nel medioevo della partecipazione sociale?

Nota a margine

Il prof. Carlucci sa bene che l'onere della prova spetta a chi fa un'affermazione, non a chi vuole smentirla. Sarò felice di riportare e pubblicare link e casi concreti a supporto delle affermazioni di Carlucci, qualora ne vengano mostrati. Fino ad allora per quanto mi riguarda, lo dico senza offesa, si tratta solo di FUD, ovvero informazioni "negative, vaghe, inaccurate". Show us the code!

Dona il tuo checkin ad OpenStreetMap!

Utilizzato con le dovute impostazioni di privacy, Foursquare è indubbiamente comodo: permette di conoscere la posizione dei propri contatti quando si gira per locali, o all'università, o in contesti di questo genere. Senza dubbio il vero successo, dal punto di vista commerciale, di Foursquare sta proprio nell'offrire un metodo veloce agli utenti per inserire i POIs (Points of interest).

Collezionare punti di interesse e crearne un database che gli utenti possono arricchire e riutilizzare per altri scopi, in un certo senso, è un po' quello che fa anche OpenStreetMap. Davanti alla situazione paradossale che, a parità di mezzi, gli utenti che arricchiscono Foursquare sono molti di più rispetto a quelli che introducono POIs in OSM, mi son detto: facciamo qualcosa.

Ho pensato di "donare" i miei checkin di Foursquare ad OSM: d'ora in POI (a partire da questo, qualche minuto fa), mensilmente, andrò a riesumare la lista dei miei checkin e li introdurrò come punti di interesse nel database di OSM (nel caso questi non ci siano già).

Semplice ed efficace.

Il quartiere di Straß (Herzogenrath) – Germania per GoogleMaps è nei Paesi Bassi

Herzogenrath è una città di circa 50.000 abitanti del Nord Reno-Westfalia, in Germania che si trova sul confine con i Paesi Bassi.

A segnare il confine è una strada a doppia corsia dal nome Nieuwstaat o Neustraße (letteralmente “Via Nuova”) a seconda del fatto che ci si affacci sul lato tedesco o sul lato olandese.
L’autista che la percorre da un lato vede le abitazioni dell’Olanda e sull’altro quelle della Germania, in particolare quelle di Straß – il quartiere di Herzogenrath che si affaccia sul confine.
Peccato però che, cercando su Google Maps la città di Herzogenrath, il quartiere di Straß appare essere all’interno del confine olandese.

A segnalarlo è il blog  LandKartenIndex (“Indice delle mappe”) con l ‘articolo:
“Wiederholungstäter! TeleAtlas klaut auf Google Maps Deutschland einen ganzen Stadtteil und macht ihn niederländisch!”
http://landkartenindex.blogspot.com/2011/02/wiederholungstater-tele-atlas-klaut-auf.html
“Recidivi! Tele-Atlas ruba su Google Maps Germania un intero quartiere e lo rende olandese!”

dove mostra questa immagine in cui compara la mappa della zona come appare su google maps e come invece su openstreetmap

TeleAtlas è una società che vende dati geografici (in particolare orientati alla navigazione assistita) e che vanta fra i suoi clienti Blaupunkt, Google Maps, Map24, MapQuest, Microsoft, e TomTom (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/TeleAtlas)
La cosa curiosa è che la sede legale si trova in Olanda, solo che i rilevatori di TeleAtlas, mentre percorrevano la strada al confine non avevano notato del cambio di nome sul lato opposto… cosa invece che l’efficientissima comunità tedesca di OpenStreetMap ne è più che consapevole.

Il blog di LandeKartenIndex segnala spesso queste anomalie nella categoria kurioses und interessantes , non per ultima l’annosa questione di del confine marittimo Ems-Ästuars (sempre Paesi Bassi e Germania) - http://landkartenindex.blogspot.com/2011/02/google-zeigt-dank-tele-atlas-eine.html

 

WhereCamp EU 2011 – The Geo Unconference For Europe

photo by sludgeulper

Gary Gale, con il post “Ich Bin Geograph” – WhereCamp EU Is Coming To Berlin” annuncia la “geo non conferenza per l’europa” che si terrà a Berlino nelle giornate del 27 e 28 maggio 2011.
Il motto scelto non poteva che essere un “Io sono geografo” (“Ich Bin Geograph”) detto in tedesco e non poteva mancare (nel blog di WhereCamp.EU anche un chiaro riferimento ad uno stradario di Berlino.

Per farsi una idea dei temi trattati basta fare un salto all’elenco degli interventi dell’edizione di WhereCamp 2010 (tenutasi a Londra) dove i temi principali sono stati openstreetmap, open data, visualizzazione di dati geografici, privacy, crowdsourcing, aiuti umanitari, ecc..

L’appuntamento appare ghiotto, e Berlino non può che essere una ottima cornice
Questa la frase scelta nel blog di WhereCamp.EU per descriverla

“When it comes to fashion, art, design and music, the German capital is the city to watch. A global influx of creatives has turned it into a cauldron of cultural cool reminiscent of New York in the ’80s.”

A questo punto non serve che seguirne gli sviluppi attraverso il blog ufficiale, i post su twitter e la pagina su lanyrd