Il post di ieri è stato un delirio di 5 minuti tra il sottoscritto e Simone, l’altro “gestore” di questo sito.
Per qualche secondo ci siete cascati in molti perché la notiza era, tutto sommato, plausibile e verosimile. Ma la data era sospetta e quasi tutti avete capito al volo che si trattasse di uno scherzo.
Ci siamo divertiti, lo ammetto, ma la cosa mi ha fatto riflettere un po’.
La notizia, di per sé è del tutto plausibile e non dovrebbe aver sconvolto nessuno, perché un paese normale avrebbe davvero ragionato in maniera da promuovere un’imprenditoria locale e dei progetti che non finissero per mandare all’estero la ricchezza del nostro paese.
Viviamo, invece, in un paese che di normale ha ben poco e che ci ha abituato a politici che pensano a dar da mangiare all’amico piuttosto che al paese, infischiandosene poi se l’amico userà forza lavoro e strumenti locali o meno.
Sia chiaro, non ho nulla contro le delocalizzazioni e le forniture estere, quando non esiste un’alternativa o se la qualità non è paragonabile, ma quando si parla di “costruire” non si può certo dire che l’Italia manchi di capacità e competenze.
Ecco allora che la notiza plausibile e verosimile puzza di pesce d’aprile. E noi tutti qui a dire “peccato che una cosa del genere in Italia sia del tutto impossibile”.
Qualcuno di voi ci ha suggerito di provar davvero a dialogare con i Ministeri, e non è detto che non lo si faccia. Per ora però restiamo concentrati su OSMit e vediamo di incontrarci, darci una “organizzazione” reale che possa qualificarci come interlocutori di fronte ad isitituzioni ed Enti.