OpenStreetMapS.org

Oggi è stato inaugurato il nuovo blog “corporate” di OpenStreetMap che potete raggiungere su blog.openstreetmap.org.

La prima notizia è l’acquisto del dominio OpenStreetMapS.org (con la S finale). L’operazione è costata circa 1300 dollari. La fondazione ha pensato di fare una colletta per coprire i costi prima dell’acquisto, ma ha immaginato che in questo modo il prezzo sarebbe potuto salire sensibilmente.

La colletta, quindi, è lanciata ora… partecipate

Iniziata l’importazione dei dati donati dalla FAO

Una volta completato il passaggio alle api 0.6, è iniziata l’importazione dei dati che la FAO ha deciso di donare ad OpenStreetMap.

il blog developmentseed riporta la notizia dei primi risultati. Sono stati importati i dati per Repubblica Democratica del Congo DRC, Tanzania, Sudan, Kenya, Burundi e Rwanda. Si parla di 140mila miglia di tracciati aggiunti di colpo al Database.

Tra pochi giorni verranno importati i dati per altre 5 nazioni africane, poi si cercherà di integrare i dati per paesi già abbastanza mappati.

In arrivo tonnellate di tracce GPX per la Turchia su OpenStreetMap

In de verkeerskamer bij TomTom HQ
La notizia è di ieri, e dopo il pranzo luculliano delle festività ci vuole un bel post sul blog per smaltire la sonnolenza D L’azienda turca Arvento si occupa di protezione satellitare dei veicoli motorizzati, e monitora quotidianamente 80.000 autoveicoli in tutta la Turchia. Ieri un rappresentante dell’agenzia ha preso contatti pubblicamente con i mapper della mailing list internazionale perchè intende trasformare tutte le tracce GPX dei veicoli monitorati in “linee” (presumibilmente shapefile o file OSM-compatibili) per donarli in massa al progetto. Ciò garantirà uno sprint nella mappatura della nazione turca, che sembra si stia avvicinando sempre più al panorama dell’open source internazionale. Arvento è stata premiata come “Most Successful Institutional Mobile Data Application” da Turkcell nel 2006, 2007 e 2008, ed è la terza azienda turca per velocità di crescita nel settore dell’IT. Speriamo che i nostri vicini turchi siano d’esempio anche a tante aziende italiane (per non parlare delle amministrazioni) che sono ancora restie a liberare i propri geodati.